NOTIZIARIO KODOKAN BUDO

Periodico  di

  EVENTI- CULTURA- ARTICOLI- FILOSOFIA- TECNICA

N° 1 gennaio-febbraio 2019


INDICE

1-    Presentazione

2- Incontro formativo Bergamo 14 Gennaio 2018

3- Incontro formativo Riozzo 18 Febbraio 2018

4- 19° edizione Sochu Geiko Riccione Aprile-Maggio 2018

5- Stage Nazionale con esami La Spezia Giugno 2018

6- Giornata internazionale contro la violenza sulle donne 25 Novembre 2018

7- Incontro Formativo Brescia 2 Dicembre 2018

8- Premiazioni Atleti Kodokan Budo dal Comune SGM 5 Dicembre 2018

9- Gara La Spezia 16 Dicembre 2018

10- Natale Kodokan Budo 2018

11- Incontro Formativo US ACLI con esami di grado 27 Gennaio 2019 

12-    Katachi parte 1

13-    Ten no kata

14- Foto ricordo 2000

 


Nel 1991 iniziai a proporre, in forma molto rozza e informale, un "giornalino", scritto con la macchina da scrivere, ormai un pezzo da museo. Lo riprendo nel 2019 via Web. Non essendo uno scrittore e neanche un conoscitore dei sistemi informatici, anche questo "giornalino" sarà rozzo e informale.

Riproporrò alcuni pensieri degli anni passati ed altri nuovi, insieme a commenti sulle iniziative KODOKAN BUDO. Mi aspetto, come allora, la vostra partecipazione inviando commenti, articoli, notizie, foto che verranno pubblicati col vostro nome. I Sempai potranno scrivere storie dei ricordi passati.

 

Il primo logo e nome fu KODOKAN CLUB e nacque nel lontano 1975 (circa) e vagavo come un ronin in vari luoghi alla ricerca di allievi e atleti, finchè riuscii a fermarmi in Via Commenda per svariati anni per poi trasferirmi definitivamente a San Giuliano Milanese.

 

La presentazione del n° 1 genn.-febb. 1991

 

Oss a tutti

Da quest'anno la Kodokan uscirà con un giornalino bimestrale, fatto di tante e poche cose. pensieri, poesie, fatti riguardanti il Dojo e non; date da ricordare, filosofia, tecniche, medicina, insomma di tutto un pò.

Tutto questo nella speranza di poter comunicare di più, di conoscerci, di ampliare la nostra conoscenza esteriore ed interiore. Nella speranza di trovarsi più uniti, di stare insieme come una grande famiglia. Solito luogo comune, ma forse bisogna riprenderli, forse, questi luoghi comuni li abbiamo persi di vista, li abbiamo sottovalutati e la società (che siamo noi), ci ha aiutato col progresso ( e la tecnologia) ad allontanare valori molto importanti. cercheremo, insieme, di ritrovare questi valori proprio attraverso una disciplina che tanti credono violenta, senza conoscere a fondo la storia, il valore e la verità su quest'arte.

Proprio per questi intenti, che con molta presunzione, mi sono proposto con questo giornalino.

Gradirei un vostro aiuto, comunicando anche voi i vostri pensieri, critiche (costruttive), le vostre gioie, impressioni, punti di vista, per poter crescere insieme.......

 

Anche se scritto in maniera elementare, i concetti rimangono validi ora come allora. 

 


14 Gennaio 2018

Incontro formativo      Bergamo


18 FEBBRAIO 2018

Incontro formativo 

USN KARATE-US ACLI

RIOZZO


Aprile-Maggio 2018

19° Edizione

Sochu Geiko -

Kodokan Budo


GIUGNO 2018 LA SPEZIA

stage nazionale con esami

 

 

ESAMI LA SPEZIA GIUGNO 2018

 

SCIABARRA' ANTONINO 2° DAN IAIDO

INDACO DANIELA          2° DAN IAIDO

PUTTOMATI WILLIAM   2° DAN IAIDO

TEDESCO LUCIANO      1° DAN IAIDO

GOBBI LUCA                  2° DAN KARATE

BRISINELLO SARA         1° DAN KARATE

 


25 novembre 2018

la KODOKAN BUDO ha tenuto un incontro, organizzato dal Comune di San Giuliano Milanese,  contro la Violenza sulle donne.


Brescia

2 Dicembre 2018

incontro formativo

USN KARATE - USACLI


5 DICEMBRE premiazioni atleti KODOKAN BUDO

CAMPIONATI DEL MONDO FSKA 2017 A LONDRA

 

Vitanza Samantha:

3° class. KATA e 2° class. KUMITE.

Bossi Valentina:

4° class. KATA e 3° class. KUMITE 

 

 

Un premio speciale a Puttomati William per la sua volontà e determinazione nel presentarsi al test d'esame di medicina in carrozzina e intubato al polmone per un pneumatorace in corso. Passato 44°  su 3.500 partecipanti.


16 DICEMBRE 2018

La KODOKAN BUDO partecipa alla gara

Kurisumasu

 

 

GARA LA SPEZIA 16 DIC 2018 KUMITE KATA
DEMATTE' ALICE  
SERVINO SHANTEL  
MAZZOCCHI ALESSANDRO  
ANTENUCCI ROBERTA
POMA GIADA  
MAGGIOLO ELENA  
BASSI MARTINA  

           NATALE

KODOKAN BUDO 2018


27 GENNAIO 2019

incontro formativo con esami fino a 5° dan

Vitanza Samantha 5° dan

Bossi Valentina 4° dan

Antenucci Livio 4° dan

Mazzocchi Alessandro 4° dan


 

katachi

la STORIA del karate

 

PREFAZIONE ALLA LEZIONE DI STORIA

 

Non voglio fare una tipica lezione di storia, basata su nomi, date, battaglie questi dati potrete trovarli in qualunque libro scritto da altre persone ben più qualificate del sottoscritto. La storia orientale non ha molti documenti che possano provare la veridicità di ciò che si vuole raccontare. In quei periodi la storia e il karate venivano tramandati oralmente, quindi le leggende e la storia reale si fondono insieme per creare un'affascinante scenario misto fra realtà e fantasia, che non ci dà la possibilità di tracciarne i reali confini. Il mio scopo è un altro quello di stimolare la vostra voglia ad approfondire il discorso del karate leggendo la storia, la filosofia ed anche le religioni orientali, senza con ciò diventare professori o intellettuali, ma solo per imparare a conoscere meglio ciò che da anni, e forse per tutta la vostra vita, continuerete a praticare e, per i veri studiosi, a ricercare un qualcosa che in questo momento non sapete neanche voi, ma che sicuramente col tempo, con la volontà, e con fermezza, sicuramente troverete. Molte volte questa ricerca consiste nella conoscenza dei kata, poi di nuovi kata, poi delle tecniche di combattimento; poi si ricerca il maestro che possa trasmetterci, l'essenza del karate e, magari con la bacchetta magica, possa trasformarci in grandi atleti o maestri. Ma quello che al vostro livello dovete essere consapevoli, se non lo siete già, é che il maestro é dentro di voi e dovete ritrovarlo, magari con l'aiuto di qualche altro maestro che abbia e voglia farvi crescere. Ciò non vuol dire diventare arroganti e presuntuosi, ma bensì controllare questi istinti dell'ego che vuole sempre avere la supremazia su tutto e tutti e cercare invece la collaborazione, l'amicizia, la mutua prosperità ecc. ecc. Tutti valori che un maestro di karate, ma non solo lui, dovrebbe avere per insegnare non solo la tecnica, ma anche essere d'esempio per un certo modo di vivere e di pensare. Quando parliamo di autocontrollo, di concentrazione durante il kata e il kumite, di forza fisica e via dicendo, come possiamo insegnarlo, ed averlo imparato, se poi nella vita quotidiana non sappiamo controllarci, non sappiamo concentrarci, non sappiamo usare adeguatamente la nostra forza fisica? Quante volte avete, e purtroppo ho assistito, ad avvenimenti poco edificanti per il karate. Ed allora che maestri siamo se non sappiamo trasmettere almeno l'educazione e il controllo dei propri istinti animali.  E' un controsenso che l'allievo percepisce e che nel tempo non porta a risultati positivi. Non voglio essere il Guru che insegna come vivere, ma solo far riflettere su alcuni punti particolari. La vita, come l'insegnamento e il karate, é un insieme di valori che si legano uno all'altro. Se insegno solo la tecnica di karate é come mutilare un corpo di un arto, certo quel corpo camminerà e riuscirà a fare tante cose, però non é più quel corpo é mancante di un pezzo. Ognuno lo farà secondo un proprio modo di vedere e di percepire le cose e gli avvenimenti, secondo una propria valutazione, ma l'importante é la ricerca continua della perfezione. Ma vediamo come possiamo fare questa ricerca, cercherò di darvi alcuni spunti, alcune idee per poter ricercare meglio quello che si vuole conoscere, e per ognuno di noi sarà diverso, ma col tempo tutto ha un'evoluzione e  quindi un cambiamento. La storia ci può insegnare molte cose:

 

- 1  A non ripetere gli stessi errori

- 2  A ritrovare valori perduti

-3  A conoscere il periodo e l'ambiente in cui é nato il karate

- 4  A capire l'evoluzione che ha avuto il karate

 

Il primo punto, sempre la storia, c'insegna che purtroppo l'umano non é disponibile nell'accettare consigli o ad imparare da fatti accaduti precedentemente, ha sempre bisogno dell'esperienza diretta. Tutte le guerre accadute, i massacri, le torture ecc. non sono servite  a bloccare altri conflitti, che hanno avuto la stessa identica matrice.

Purtroppo é sufficiente vedere gli avvenimenti odierni. Anche per insegnare il karate, non é sufficiente la teoria, é necessaria la pratica. E' l'uomo, non possiamo cambiarlo. L'unica possibilità é conoscerlo e con gli stessi mezzi cercare di renderlo migliore(su questo argomento si aprono le porte a discussioni senza fine sulle intenzioni Divine, sul libero arbitrio e su altri argomenti).

Il secondo punto, a mio parere, é quello più interessante da approfondire e che pone  delle domande su cui riflettere:  Come é nato il karate? Quando é nato il karate? Perché é nato il karate? Chi ha inventato il karate? Cosa significa karate? Che scopo ha il karate? Quali sono le origini del karate? Cosa insegnava il karate? Poi confrontarlo con quello che abbiamo imparato sulla nostra evoluzione e su quello che stiamo andando ad insegnare e porci ancora delle domande: Che cos'é adesso il karate? Cosa insegna adesso il karate? Cosa possiamo fare noi per migliorare l'insegnamento del karate, per renderlo educativo e non distruttivo. Per far si che il karate ritorni alle origini, non tecnicamente, ma spiritualmente e moralmente? (Supponendo che troviamo nella storia quei valori in cui crediamo e che vogliamo tramandare). Cosa possiamo fare, andando ancora più in là, per far sì che il karate possa essere insegnato nelle scuole e che quindi perda quella fama di "sport" violento, fascista e chissà quant'altro?

Il terzo punto ci é utile poichè da questo studio possiamo comprendere come il karate sia stato influenzato dalla religione e dalla filosofia di quei tempi. Quindi scoprire che storia, filosofia e religione sono tre fattori indivisibili e che s'intrecciano tra loro, senza possibilità di divisione.

Scopriremo come il Buddismo abbia molte affinità con la mentalità dell'arte marziale. Potremo scoprire come i praticanti seri di un tempo non dividevano la tecnica, dalla religione e che a loro modo vivevano in comunione con Dio. Scopriremo come la ricerca del Ki, era la ricerca di quell'Energia con la E maiuscola che noi chiamiamo Dio. E che tutti i poteri nati da questo Ki venivano acquisiti attraverso rinunce, sacrifici e allenamenti oggigiorno quasi impossibili o difficili da realizzare. Scopriremo come la rinuncia e il sacrificio facciano parte di qualsiasi ordine religioso o utilizzati da Guru e Maestri (intendo Maestri spirituali e non maestri di karate. Quindi con la M maiuscola) per ottenere la Liberazione, il Nirvana o qualsiasi altro nome che ogni religione ha voluto dare. Tutto questo ed altro solo leggendo e studiando la storia e la filosofia delle Arti Marziali. Un Istruttore o un maestro devono prepararsi non solo tecnicamente, ma anche spiritualmente poiché l'insegnamento é qualcosa di serio su cui non ci si deve improvvisare. Fra i vostri futuri allievi avrete  ogni ceto sociale e il maestro deve essere in grado di poter interagire a qualsiasi livello. La cultura si deve elevare. La famosa frase conoscere se stessi, non deve essere solo detta per mettersi in mostra, ma deve essere anche applicata. Non dobbiamo solo diventare bravi atleti, ma nel momento in cui veniamo a fare un corso per ottenere una  qualifica, dobbiamo avere la consapevolezza della responsabilità a cui andiamo incontro ed anche la fortuna che abbiamo di approfondire la materia ed andare più a fondo della propria conoscenza sia tecnica, che spirituale. Adesso serve buttare qualche seme, che voi possiate raccogliere e mettere a frutto; darvi degli stimoli per affrontare un cammino affascinante, ma difficoltoso. Il karate può darvi la forza sia fisica che spirituale per affrontare quel cammino che la storia ha voluto tramandarci, e che noi abbiamo dimenticato, la ricerca di noi stessi ed infine la ricerca del Ki o di Dio o di qualsiasi nome voi vorrete dargli.  

Il quarto punto lo possiamo dividere in due parti: la prima consiste nel vedere se c'é stata un'evoluzione tecnica, o se invece dobbiamo ancora lavorare per evolverci tecnicamente ed ottenere , dal punto di vista fisico, il massimo che fisiologicamente e chimicamente si possa ottenere.

La seconda é quella che in parte abbiamo già accennato: la parte spirituale. Quella "zona" che tutti hanno difficoltà a collegarsi e a mettersi in contatto. Quella "parte" che senza alcun dubbio, sempre parlando dal punto di vista tecnico, ci dà la possibilità di aumentare vertiginosamente la qualità della nostra tecnica.

 

Infine, quest'ultima parte, viene nuovamente suddivisa in quella propriamente spirituale e qui si toccano argomenti molto profondi che andrebbero discussi in altri ambiti. Quando insegno il bunkai dei kata, non dico mai si fà così, si fà colà, ma lascio che l'allievo cerchi di trovare o meglio ancora d'intuire il significato di quella tecnica. Quello che devo fare é stimolarlo dandogli degli spunti, che sono le caratteristiche fondamentali per la ricerca,  per trovare la sua applicazione, che probabilmente non é quella che piace a me o quella adatta al mio fisico e probabilmente non é nemmeno quella che ha voluto tramandarci la storia. Ma forse quella scelta, necessaria a quei tempi per non farsi rubare da altre scuole le proprie tecniche segrete che sarebbero servite in combattimento a salvarti la vita, ora serve proprio per una crescita personale, per creare un karate fuori da ogni sigla o denominazione, ma esclusivamente a propria immagine e somiglianza. L'importante in questa ricerca é non travisare la tradizione ed in ogni applicazione valutare la reale efficacia in combattimento. Non voglio creare dei robot che imparano a memoria ciò che viene detto. Dovete avere lo stimolo della ricerca. Avete un mucchio di domande a cui rispondere ed ognuno di voi sicuramente risponderà in maniera diversa ed articolata e sorgeranno altre domande ed altre risposte. Ma insieme in questo modo avremo la possibilità di crescere  e d'imparare a conoscerci meglio e restare uniti per lavorare  per un futuro del karate migliore e più ricco di valori. Quindi provate a ricercare e a rispondere alle domande poste in precedenza, per poterne dopo discutere insieme. Impariamo insieme a conoscerci, impariamo insieme a crescere.

Francesco Palandri

 

 

 


Da: "KARATE DO NYUMON" di Gichin Funakoshi

TEN NO KATA (Forma del Cielo)

“Il Ten no Kata, non è un kata tramandato dal passato: si tratta, piuttosto, di un kata composto da mosse che ho selezionato dagli oltre trenta kata tradizionali che formano il palinsesto del karate-do. Il primo criterio di selezione che ho adottato nello scegliere le mosse è stato valutarne l'adeguatezza per i principianti. Questo kata può essere praticato da soli, ma è adatto specialmente per l'allenamento di gruppo. I nomi dei Maestri e degli esperti che in passato crearono i kata sono oggi in massima parte sconosciuti, ma sappiamo che i metodi di attacco e di difesa che impiegarono per creare questi kata nacquero, furono sviluppati e sperimentati, dalla loro personale esperienza.
Come ripeto, originariamente non era scritto nulla sull'argomento, così il perpetuarsi di un kata dipendeva
esclusivamente dalla memoria e dall'abilità di chi lo praticava.
E ragionevole presumere che alcune dimenticanze o interpretazioni erronee abbiano influito sulla trasmissione, ma senza documentazione scritta è impossibile fare delle verifiche. L'unico mezzo che abbiamo a disposizione per valutare i kata messi in dubbio o quelli che richiedono di essere esanimati più a fondo è di praticarli fino a diventarne degli esperti. Poi, in base all'esperienza accumulata, potremo finalmente arrivare a una valutazione personale”.

 

L'ideogramma giapponese TEN (cielo) è completamente diverso dall'ideogramma KARA (vuoto). Infatti il primo consta di 4 pittogrammi di cui due discendenti e due orizzontali, mentre il secondo è di ben otto pittogrammi più articolati (vedi immagine). Però, poiché i giapponesi in quasi tutte le voci hanno una pronuncia pura ed in tondo ed una in sinico-giapponese, dell'ideogramma KARA troviamo la pronuncia SORA che significa più specificatamente “universo, firmamento”. Poiché nella filosofia della parola KARA TE l'ideogramma KARA oltre al significato letterale di vuoto inteso come “nudo” ovvero senza armi, si sottintende altresì il concetto di VUOTO MENTALE, ovvero liberare la mente da ogni pensiero ecco che ci si rifà al concetto dell'universo che, per la sua infinità risulta essere, appunto, vuoto. Per cui la risposta è SI, l'ideogramma kara si può leggere come vuoto e come infinito (universo). Ovviamente quando ci riferiamo a TEN NO KATA useremo l'ideogramma TEN inteso come cielo. (M° Vittomatti)

Il Ten-No-Kata è composto di due sezioni: Omote “davanti” e Ura “dietro”. La parte Omote “davanti” è costituita da Dieci mosse che vanno eseguite da soli senza l'aiuto dell'avversario e costituiscono gli elementi basilari di tutti i Kata del Karate-do, la parte Ura “dietro” è costituita da Sei tecniche, essendo una forma di Kumite deve essere praticata con un partner. Nell’Ura, una persona attacca, mentre l’altra esegue la parata e il contrattacco studiati nell’Omote. Le prime Quattro tecniche dell’Omote sono pugni di base e poiché non implicano parate, non sono inclusi nell’Ura. Ogni movimento è ripetuto due volte, prima di destro e poi di sinistro per chi attacco, viceversa per chi difende, dopo ogni azione si risale entrambi nella posizione di Yio “Hachiji-dachi”. All’inizio, parata e contrattacco vanno eseguite come due tecniche separate, più tardi parata e contrattacco devono essere tutt’uno nell’istante in cui si para, si deve contrattaccare.

In Giapponese le due parole hanno un significato particolare: "omote" indica "volto, facciata esteriore", e "ura" mente,cuore, la parte nascosta.

  

“KATA DELL’UNIVERSO”

 

Attualmente il TEN NO KATA è inserito nell’elenco dei kata praticati nella Scuola Shotokai, unitamente ai kata CHI NO KATA e JIN NO KATA.

Il maestro Gichin Funakoshi scrisse: "Anche quando io e i miei colleghi eravamo bambini, tutto quello che riguardava il karate era mantenuto strettamente nascosto"( dal libro karatedo Nymon).

Un giorno il maestro Funakoshi fu invitato a tornare ad okinawa  perché un anziano maestro, prima di morire, voleva trasmettergli i segreti di un suo particolare kata.
Funakoshi scelse a tale scopo il suo terzo figlio Giko è lo inviò sull'isola ad apprendere i segreti di questo anziano

maestro.

Terminato l'insegnamento l'anziano disse al giovane Giko "ora posso morire in pace".

 L'attempato maestro raccontò al giovane Funakoshi che forzato dalle continue pressioni di un altro praticante dovette insegnare anche a costui il suo kata, ma il maestro alterò la struttura e le tecniche cruciali del kata, facendo in modo che questo non potesse carpirne i segreti.
Il vecchio maestro disse " Se mai verranno sollevati dubbi su questo kata dì a tuo padre che la versione che ho insegnato a te è quella giusta".

Nel suo libro Gichin Funakoshi scrive: "Ciò aiuta a comprendere perché esistono tante differenti variazioni di quello che ognuno era un singolo kata"(dal libro karate Nymon).

 

Lo stile Kojo ryu (che appartiene alla scuola Shorei) prevede lo studio di diversi kata classificati in tre gruppi: TEN kata, JIN Kata e CHI kata. Le tre nomenclature si riferiscono a Cielo, Terra e Uomo. In alcune letterature si può trovare la differenziazione dei tre livelli in Universo, Cielo e Terra, in questo caso i kata Jin (uomo) vengono chiamati KU (cielo- vedi KU shan Ku o Kan KU dai) e quindi avremo TEN Kata, KU Kata e CHI Kata. 
In entrambi i casi si tratta di identificare i livelli ALTO, MEDIO e BASSO. Esiste una letteratura per cui si dice che questi kata siano in qualche modo legati alla astrologia orientale e si riferiscano ai segni oroscopici cinesi (la famiglia Kojo sembra discendere da una delle numerose famiglie cinesi che si stabilirono a Naha attorno al 1700). 

 

TEN NO KATA

 

YOI        hachij d.  - Pronti    posiz. a gambe e piedi divaricati                                    

REI        han ayumi to hidari ashi noho chuo,onajiku to migi ashi musubi d.

Saluto   mezzo passo con il piede sn verso il centro,idem con  il piede ds- posiz. a talloni uniti e piedi divaricati                                                    

YOI        han ayumi to hidari ashi saho,han ayumi to migi ashi uho hachiji d.

Pronti    mezzo passo con il piede sn verso sn,mezzo passo con il  piede ds verso il ds    

posiz. gambe e  piedi divaricati

           

- Dopo ogni tecnica si ritorna in YOI    

- Ogni attacco o difesa vanno eseguiti prima a destra e poi a sinistra

- Dopo l’esecuzione di ogni tecnica o combinazione eseguire il KIAI

                                                                                                                                                                    

YOI heiko d. (posiz. a gambe divaricate e piedi paralleli) 

1 MAE MIGI\HIDARI OI TSUKI CHUDAN\JODAN -  avanzando pugno ds\sn,medio\alto,lungo  

 

 

D mae migi\hidari zenkutsu d.  - avanzando prima con la gamba ds poi con quella sn pos. Av.

           

YOI

2 MAE MIGI\HIDARI CHUDAN\JODAN GYAKU TSUKI - avanzando pugno ds\sn,medio\alto, c.g.a  

D mae migi\hidari zenkutsu d.  - avanzando prima con la gamba ds poi con quella sn pos. Av.

           

YOI  

3 USHIRO MIGI\HIDARI GAI WAN GEDAN BARAI UKE-GYAKU TSUKI  CHUDAN\JODAN      indietreggiando parata bassa ds\sn a.p.m.-pugno,medio\alto,c.g.a.

D ushiro migi\hidari zenkutsu d -  indietreggiando prima con la gamba ds poi con quella sn posiz. avanzata

 

YOI  

4 USHIRO MIGI\HIDARI GAI WAN SOTO UDE UKE-GYAKU TSUKI  CHUDAN\JODAN 

indietreggiando parata media a.p.m. ds\sn  e\i-pugno,medio\altoc.g.a.

D ushiro migi\hidari zenkutsu d. - indietreggiando prima con la gamba ds poi con quella sn posiz. avanzata

 

YOI  

5 USHIRO MIGI\HIDARI NAI WAN UCHI UKE-GYAKU TSUKI CHUDAN\JODAN

indietreggiando parata media ds\sn a.p.p. i\e-pugno medio alto  c.g.a.

 

D ushiro migi\hidari zenkutsu d. - indietreggiando prima con la gamba ds poi con quella sn posiz. avanzata                                                                                                                                             

                                                                  

YOI  

6 USHIRO MIGI\HIDARI GAI WAN UCHI SHUTO UKE –

 

GYAKU NUKITE  CHUDAN\JODAN

indietreggiando parata media ds\sn con la mano a coltello a.p.m. i\e - colpo,medio\alto, con la mano a lancia c.g.a.

D ushiro migi\hidari kokutsu d.- * migi\hidari zenkutsu d.

 

indietreggiando posiz. ds\sn arretrata - * posiz.ds\sn avanzata       

         

YOI                                                                                         

7 USHIRO MIGI\HIDARI GAI WAN AGE UKE - GYAKU TSUKI CHUDAN\JODANCHUDAN\JODAN

indietreggiando parata alta ds\sn a.p.m. - pugno,medio\alto,c.g.a.

D ushiro migi\hidari zenkutsu d.   -  indietreggiando posiz. ds\sn avanzata

         

YOI  

8 USHIRO MIGI\HIDARI URAKEN UCHI-KOMI JODAN – GYAKU TSUKI  CHUDAN\JODAN

indietreggiando percossa ds\sn alta i\e - pugno.medio\alto, c.g.a.

D ushiro migi\hidari zenkutsu d.   P   indietreggiando posiz. ds\sn avanzata

         

YOI  

9 USHIRO MIGI\HIDARI GAI WAN UCHI SHUTO UKE

 

JODAN - GYAKU TSUKI CHUDAN\JODAN indietreggiando parata alta ds\sn a.p.m. i\e - pugno,medio\alto,c.g.a.                          

D ushiro migi\hidari kokutsu d.- * migi\hidari zenkutsu d.

indietreggiando posiz. ds\sn arretrata - * posiz. ds\sn avanzata      

         

 - YAME       to hidari ashi noho migi ashi-hachiji d.

   - Fermarsi   con il piede sn versi il piede ds-posiz. a gambe e  piedi divaricati

   - REI           han ayumi to hidari ashi noho chuo,onajiku to migi ashi-musubi d.

   - Saluto       mezzo passo con il piede sn verso il centro,idem con  il piede ds-posiz.

                      a talloni uniti e  piedi divaricati

   - YOI           han ayumi to hidari ashi saho,han ayumi to migi ashi  uho-hachiji d.

   - Pronti  mezzo passocon il piede sn verso sn,mezzo passo con il piede ds verso ds-

                        posiz. a gambe e piedi div. 


FOTO RICORDO

anno 2000


Al prossimo numero di Aprile.

FP